ELZEVIRO 144 - 2/4/2009

Due Parole su Napoli e il suo Regno, dalle suggestioni di un recente viaggio
di Salvatore Massimo Stella

Napoli com'era nell'800 e Ferdinando II di Borbone

Non è propaganda alla rovescia  ma dovere di cronaca storica: spesso la storia è raccontata dai cosiddetti gloriosi ‘vincitori’, ma anche i vinti dovrebbero avere diritto di cronaca… Lo sapevate che sotto la casa Borbonica delle Due Sicilie dal 1735 al 1860 furono realizzati dei primati ?

I Primati del Regno di Napoli

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Napoli: prima città al Mondo a portare nelle case l’acqua corrente
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1735: Prima Cattedra di Astronomia, in Italia, affidata a Napoli a Pietro De Martino
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1751: Il più grande palazzo d’Europa a pianta orizzontale, il Real Albergo dei Poveri
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1754: Prima Cattedra di Economia, nel mondo, affidata a Napoli ad Antonio Genovesi
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1762: Accademia di Architettura, una delle prime e più prestigiose in Europa
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1763: Primo Cimitero italiano per poveri (il "Cimitero delle 366 fosse", nei pressi di Poggioreale a Napoli, su disegno di Ferdinando Fuga)
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1781: Primo Codice Marittimo nel mondo (opera di Michele Jorio)
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1782: Primo intervento in Italia di Profilassi Anti-tubercolare
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1783: Primo Cimitero in Europa ad uso di tutte le classi sociali (Palermo)
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1789: Prima assegnazione di "Case Popolari" in Italia (San Leucio presso Caserta)
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Prima istituzione di assistenza sanitaria gratuita (San Leucio)
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1792: Primo Atlante Marittimo nel mondo (Giovanni Antonio Rizzi Zannoni, Atlante Marittimo delle Due Sicilie. (vol. I, Scuola di Cartografia napoletana)
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1801: Primo Museo Mineralogico del mondo
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1807: Primo "Orto botanico" in Italia a Napoli di concezione moderna,
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1812: Prima Scuola di Ballo in Italia, annessa al San Carlo
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1813: Primo Ospedale Psichiatrico italiano (Reale Morotrofio di Aversa)

Il Regno delle Due Sicilie e lo stemma con le indicazioni dei suoi componenti

I primati del Regno delle Due Sicilie

  • 1818: Prima nave a vapore nel mediterraneo "Ferdinando I"
  • 1819: Primo Osservatorio Astronomico in Europa a Capodimonte
  • 1832: Primo Ponte sospeso in ferro dell’Europa continentale (il Ponte "Real Ferdinando" sul Garigliano)
  • 1833: Prima Nave da crociera in Europa "Francesco I"
  • 1835: Primo istituto italiano per sordomuti
  • 1836: Prima Compagnia di Navigazione a vapore nel Mediterraneo
  • 1837: Prima Città d'Italia ad avere l'illuminazione a gas (primo esperimento nei portici di San Francesco di Paola)
  • 1839: Prima Ferrovia italiana, tratto Napoli-Portici, poi prolungata sino a Salerno e a Caserta e Capua.
  • 1839: Prima galleria ferroviaria del mondo
  • Prima Illuminazione a Gas di una città italiana (terza in Europa dopo Londra e Parigi) con 350 lampade
  • 1840: Prima Fabbrica Metalmeccanica d'Italia per numero di operai (1050) a Pietrarsa presso Napoli
  • 1841: Primo Centro Vulcanologico nel mondo presso il Vesuvio.
  • Primo sistema a fari lenticolari a luce costante in Italia
  • 1843: Prima Nave da guerra a vapore d'Italia (pirofregata "Ercole"), varata a Castellammare
  • Primo Periodico Psichiatrico italiano pubblicato presso il Reale Morotrofio di Aversa da Biagio Miraglia
  • 1845: Prima Locomotiva a Vapore costruita in Italia a Pietrarsa
  • Primo Osservatorio Meteorologico italiano (alle falde del Vesuvio)
  • 1848: Primo esperimento di illuminazione a luce elettrica d'Italia a Lecce: illuminazione dell'intera piazza in occasione della festa patronale
  • 1852: Primo Telegrafo Elettrico in Italia (inaugurato il 31 luglio)
  • Primo Bacino di Carenaggio in muratura in Italia (nel porto di Napoli)
  • 1853: Primo Piroscafo nel Mediterraneo per l'America (Il "Sicilia" della Società Sicula Transatlantica di Salvatore De Pace: 26 i giorni impiegati)
  • Prima applicazione dei principi Scuola Positiva Penale per il recupero dei malviventi
  • 1856: Primo Premio Internazionale per la Produzione di Pasta (Esposizione Internazionale di Parigi)
  • Premio per il terzo Paese del mondo come sviluppo industriale (Esposizione Internazionale di Parigi)
  • Primo Premio Internazionale per la Lavorazione di Coralli (Mostra Industriale di Parigi)
  • Primo Sismografo Elettromagnetico nel mondo costruito da Luigi Palmieri
  • 1859: Primo Stato Italiano in Europa produzione di Guanti (700.000 dozzine di paia ogni anno)
  • 1860: Prima Flotta Mercantile d'Italia (seconda flotta mercantile d'Europa) e prima Flotta Militare (terza flotta militare d'Europa)
  • Prima nave ad elica (Monarca) in Italia varata a Castellammare
  • Più grande Industria Navale d'Italia per operai (Castellammare di Stabia 2000 operai)
  • Primo tra gli Stati italiani per numero di Orfanotrofi, Ospizi, Collegi, Conservatori e strutture di Assistenza e Formazione
  • Istituzione di Collegi Militari (La Scuola Militare Nunziatella il più antico Istituto di Formazione Militare d'Italia, ed uno dei più antichi del mondo
  • Prime agenzie turistiche italiane
  • La più bassa percentuale di mortalità infantile d'Italia
  • La più alta percentuale di medici per abitanti in Italia
  • Prima città d'Italia per numero di Teatri (Napoli), il Teatro San Carlo il più antico teatro operante in Europa, costruito nel 1737
  • Prima città d'Italia per numero di Conservatori Musicali (Napoli)
  • Primo "Piano Regolatore" in Italia, per la Città di Napoli
  • Prima città d'Italia per numero di Tipografie (113, in Napoli)
  • Prima città d'Italia per numero di pubblicazioni di Giornali e Riviste
  • Primi Assegni Bancari della storia economica (polizzini sulle Fedi di Credito)
  • La più alta quotazione di rendita dei titoli di Stato (120% alla Borsa di Parigi)
  • Il Minore carico Tributario Erariale in Europa
  • Maggior quantità di Lire-oro nei Banchi Nazionali (dei 668 milioni di Lire-oro di tutti gli Stati italiani messi insieme, 443 milioni erano del regno delle Due Sicilie)
  • Monopolio mondiale dello zolfo, avendo oltre 400 miniere di zolfo, copriva circa il 90% della produzione mondiale di zolfo e affini

  • Naturalmente ci sono i primati negativi che noi non nasconderemo, uno fra tutti il più alto tasso di analfabetizzazione nell’800 in Italia ed il brigantaggio che però fu retaggio della ‘dominazione savoiarda’... Scusate se da meridionale (ma non campano), sono un di parte: mi sembra doveroso non tacere !

    Come ben stigmatizzato da un colto fratello toscanissimo del nostro Oriente, Carlo Luigi Ciapetti, che ha risposto alla mia mail: “mentre il Regno Borbonico era uno dei più evoluti d'Europa, il Regno Savoiardo era considerato dai viaggiatori letterati come uno dei peggiori e dei più retrivi (cfr. Edward Gibbon il "Viaggio in Italia" pubblicato dalle edizioni de "Il Borghese" nel 1965)” chiosando successivamente con il seguente ragionamento “Ci sarebbe poi anche da fare una lunga e penosa dissertazione sui vantaggi sociali di una società evoluta nei limiti concessi dalla stessa natura umana, su pregi e difetti dell'istruzione... Ci sarebbe poi da farne un'altra, sugli errori commessi dai Massoni nel sostenere, a volte, teorie apparentemente evolutive ma in effetti dirompenti, senza alcun effettivo beneficio, dell’ordine civile: a volte la libertà si trasforma in anarchia, portando danni immensi, perchè l'uomo ha la tendenza a scendere, come l'acqua, non a salire. Quella è una virtù di pochi e dovremmo sempre ricordarlo”.

    Il futuro, e questo credo sia il pensiero di molti, si costruisce anche sulla base della conoscenza degli avanzamenti raggiunti in passato; un popolo senza passato sarà destinato a divenire popolo senza futuro: riappropriamoci della dignità della nostra tradizione…

    Salvatore Massimo Stella
     

    APPENDICE

    Da una delle tante newsletter che giornalmente arrivano, nel caso specifico quella di Sergio Sarri, ho rilevato queste note, particolarmente adatte a suffragare quanto scrive Salvatore Massimo Stella e che quindi vi riporto,  liberamente trascritte e tratte dal blog “Comitato delle Due Sicilie”che si trova a
    http://comitatosiciliano.blogspot.com/2009/03/rinvenuti-i-progetti-borbonici-delle.html
    Carlo Luigi Ciapetti

    Rinvenuti i progetti borbonici delle ferrovie siciliane (1859)

    Quando Garibaldi arrivò in Sicilia, la prima cosa che fece fu di decretare la costruzione di alcune linee ferrate, in quanto prima di partire per la famosa spedizione dei mille, si era accordato con una società livornese, la Adami-Lemmi che avrebbe dovuto prendere l'appalto milionario.
    Il banchiere Adriano Lemmi - uno dei finanziatori dell'impresa garibaldina, aveva pagato ad Agostino Bertani, mazziniano collaboratore di Garibaldi in Sicilia, 4 milioni di franchi [1] – fu poi Gran Maestro della Massoneria (1885 / 1896) [2], noto anche per aver riunito sotto un'unica fede, il Grande Oriente d'Italia, tutte le varie comunioni massoniche esistenti.
    Il frutto di questa speculazione, che ben poco aveva di patriottico, fu un'ossatura ferroviaria inadeguata ed inutile di cui ancora oggi paghiamo le conseguenze.
    All'epoca, in perfetto stile colonialista, non si pensò a creare un'infrastruttura al servizio delle peculiarità economiche e geografiche siciliane, ma solo ed esclusivamente per congiungere in un asse SUD-NORD le principali città siciliane con l'Alta Italia, che si apprestava a diventare la nuova sede del potere politico ed economico italiano, mentre le Due Sicilie - che fino a quel tempo avevano guidato la locomotiva italiana - furono relegate a mere provincie di periferia.
    Così come i romani avevano costruito le loro strade per congiungere la loro capitale alle colonie più lontane, allo stesso modo "tutte le ferrovie siciliane portavano a Roma".

    Decreto per costruirsi una ferrovia da Palermo a Messina per Caltanissetta e Catania [3]
    ITALIA E VITTORIO EMANUELE.
    Giuseppe Garibaldi, Comandante in capo le forze Nazionali in Sicilia, In virtù dei poteri a lui conferiti, Sulla proposizione del Segretario di Stato dei lavori pubblici e dei mezzi di comunicazione; Udito il Consiglio dei Segretari di Stato;
    Decreta :
    Art. 1. Sarà costruita una ferrovia da Palermo a Messina passando per Caltanissetta e Catania.
    Art. 2. Il Segretario di Stato dei Lavori pubblici, e dei mezzi di comunicazione è autorizzato a trattare con capitalisti nazionali, e stranieri per la costruzione della sudetta ferrovia.
    Palermo 25 giugno 1860.
    Il Dittatore
    G. Garibaldi

    Decreto che concede alla Società rappresentata da' Signori Pietro Augusto Adami ed Adriano Lemmi la costruzione delle ferrovie nell' Italia Meridionale [4]
    ITALIA E VITTORIO EMANUELE.
    IL DITTATORE DELL' ITALIA MERIDIONALE
    Volendo procacciare a queste popolazioni il più pronto, copioso ed utile lavoro , e riparare nel tempo stesso alla dimenticanza nella quale fu sino a qui lasciata la costruzione delle ferrovie, ha giudicato espediente di prendere in immediata considerazione l'offerta della Società rappresentata da' Signori cav. Pietro Augusto Adami e Adriano Lemmi di Livorno ; e presa intima notizia delle morali ed economiche condizioni di essa Società, della sua deliberata intenzione di dare preferenza negl' impieghi e ne' lavori a quelli che si potranno presentare come benemeriti veterani dell' Esercito liberatore, in fòrza delle pubbliche urgenze e degli straordinarii suoi poteri, e di precedenti promesse già fatte alla detta Società per le ferrovie di Sicilia in data 22 giugno 1860;
    Decreta:
    Art. 1. Le linee ferroviarie che la Società rappresentata da' Signori Pietro Augusto Adami e Adriano Lemmi di Livorno dee compiere, sono le seguenti :
    (a) La connessione delle ferrovie napoletane a quelle dello Stato romano, tanto nel versante del Mediterraneo, quanto dell' Adriatico.
    (b) I lavori di quelle linee di connessione collo Stato romano, che erano già in corso per conto regio, saranno immediatamente ripresi.
    (c) Le linee da Napoli a Foggia, e da Salerno a Potenza, e quindi nella duplice direzione di Bari e Taranto, e di Cosenza e Reggio.
    (d) Le linee della Sicilia, da Messina a Catania e Siracusa , e da Catania a Castrogiovanni e Palermo , colle trasversali da Palermo a Girgenti e Marsala
    (etc.etc.)
    Il Segretario generale della Dittatura è incaricato della esecuzione del presente decreto. Esso Segretario ed i concessionarii firmeranno un capitolato conforme pei patti e le condizioni al presente.
    Dato in Caserta il dì venticinque settembre milleottocentosessanta.
    Il Generale Dittatore G. Garibaldi
    (Segretario generale Colonnello Agostino Bertani)

     
    Come si evince dalla mappa del progetto ferroviario borbonico [visibile nel blog – ndr], le dorsali avrebbero dovute essere la linea PALERMO-MESSINA e quella PALERMO-SIRACUSA. La prima cosa che si nota è che tali strade ferrate non passavano lungo la costa, ma dall'interno.
    Questa soluzione potrebbe sembrare strana ma non è così in quanto le ferrovie nacquero per collegare i paesi della terraferma e non per mettersi in concorrenza con il trasporto marittimo che, fino ai primi anni del 1900, risultava più economico e più veloce: nel 1866, era molto più rapido andare per mare da Palermo a Messina e da Messina a Catania, piuttosto che andarci con il treno.
    Chi continuava a soffrire erano invece quei paesi che, trovandosi all'interno della Sicilia, erano collegati ai porti della Sicilia solo ed esclusivamente attraverso le strade carrozzabili, per le quali pure aveva dato un grosso impulso alla costruzione Ferdinando II di Borbone.


    I progetti borbonici delle Ferrovie Siciliane prevedevano le seguenti dorsali e linee: [5]
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    dorsale Palermo - Messina - Parecchi paesi dell'interno elencati nella tabella oggi risultano completamente tagliati fuori dalla rete ferroviaria; non sarebbe stato così se fosse stato realizzato il progetto borbonico ma purtroppo il governo piemontese decise che la linea doveva passare da Enna e da Catania, stroncando così la crescita economica di Messina;
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    dorsale Palermo - Siracusa - vera e propria spina dorsale della Sicilia, avrebbe tagliato in due la regione e consentito a tutti i paesi dell'entroterra di avere un accesso rapido verso le principali città Siciliane; ancora oggi gli abitanti dei paesi elencati nella tabella non hanno accesso al servizio ferroviario;
    - linea Palermo - Lillibeo - da Palermo a Marsala e Trapani passando per Alcamo; questo progetto fu invece eseguito dal governo italiano, probabilmente perché rappresenta un'asse NORD-SUD;
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    linea Caltanissetta - Licata - la "ferrovia dello Zolfo": un percorso simile ma con stazioni diverse fu edificato dai piemontesi;
    - linea Bonpensiere (CL) - Girgenti - altra "Ferrovia dello Zolfo": una tratta simile, ma con snodo ad Aragona, fu fatta dai piemontesi;
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    linea Bronte - Catania - oggi da Bronte, si vede passare solo una vecchissima littorina diesel della ferrovia circumetnea: una linea a scartamento ridotto che non è mai stata elettrificata, gestita da un commissario governativo dal dopoguerra; con questa linea Bronte, da cittadina sperduta nelle valli etnee, sarebbe potuta ritornare agli splendori dell'antichità, in quanto posizionata lungo la Strada Regia che da Palermo conduceva a Messina e Catania.
    Anche se nel corso degli anni si sarebbero certamente progettate e costruite nuove linee, non c’è dubbio che le linee borboniche avrebbero rappresentato una buona ossatura su cui si sarebbe potuta fondare una moderna rete di trasporto ferroviario per la Sicilia.

    NOTE
    [1] Rivelazioni segrete sulla vita politica di Giuseppe La Farina e suoi seguaci - Losanna - 1865
    [2] Esoterismo e fascismo - Gianfranco de Turris - Edizioni Mediterranee - 2006
    [3] Raccolta degli atti del governo dittatoriale e prodittatoriale in Sicilia (1860) - Palermo - 1861
    [4] Collezione delle leggi e dei decreti emanati nel periodo della Dittatura - Napoli - 1860
    [5] Delle Strade Ferrate in Sicilia - Palermo – 1861